Intervista a OpenBitLab

OpenBitLab è un nuovo progetto italiano del settore Bitcoin, li abbiamo contattati per fargli gli auguri e per farci raccontare la loro storia.

Siamo Davide Gessa & Davide Menegaldo, due studenti di informatica ed ingegneria. Dopo esserci casualmente conosciuti sul web abbiamo scoperto di avere molti interessi comuni legati al mondo delle Crypto monete. Non ci siamo mai incontrati di persona, ma da maggio stiamo lavorando a una serie di progetti legati al Bitcoin, partendo solo da concetti primitivi e migliorandoli in corso d’opera. Questi progetti sono interamente pensati e scritti da noi.

Abbiamo deciso di creare OpenBitLab, una piattaforma che raccoglie tutti i progetti da noi curati (primo di questi Bitcoin Map), con un blog in cui i nostri utenti possono essere costantemente aggiornati, esprimere le proprie opinioni, darci consigli o chiedere aiuto in caso di necessità. Siamo dei sostenitori dell’open source e seguiamo sempre con passione la crescita della community su scala internazionale, da cui speriamo di avere un grande supporto per perfezionare i nostri prodotti.

Da quanto tempo vi occupate di BTC e come è nata questa passione?
Ovviamente abbiamo due storie completamente diverse, dato che il nostro incontro virtuale è avvenuto quando entrambi eravamo già dentro a questo mondo.

Davide Menegaldo
fotoHo avuto occasione di sentir parlare del Bitcoin nel dicembre 2013, quando arrivarono le prime notizie sui giornali e magazine riguardanti il folle prezzo del Bitcoin (1200 dollari). Mi incuriosii ed iniziai ad approfondire l’argomento, grazie soprattutto alla scoperta del “tempio sacro” per i nuovi entrati: il forum bitcointalk. Lì appresi tantissimo leggendo guide ed iniziai a fare trading con modesti risultati. Capii però la grande filosofia che stava dietro ad un gruppo così disomogeneo e variegato, ma allo stesso tempo molto compatto e sicuro, che questa moneta matematica sarebbe stata una rivoluzione. Questa passione rimane in me tutt’ora; spero che con il passare del tempo si abbiano riscontri sull’importanza delle cryptomonete e che il Bitcoin diventi un elemento quotidiano della realtà.

Davide Gessa
10371973_10203197350467684_2414730174498711682_nSono arrivato a conoscere i Bitcoin grazie a mio fratello, che un giorno (novembre 2013) me ne parlò citandomi la possibilità di fare mining; a primo impatto non li presi molto in considerazione, ma dopo il crollo di dicembre analizzai l’argomento più nel dettaglio. Il motivo del mio interesse non era derivato dal profitto, ma dalla possibilità che i Bitcoin diventassero una nuova realtà economica senza padroni. Da allora ho iniziato a frequentare i forum ed i siti relativi, con un focus particolare sulla parte tecnica.

 

Quali pensate che siano i punti di forza di questa tecnologia? E i punti deboli?
Tra i punti di forza di questa tecnologia, dal punto di vista economico e sociale, ricordiamo sicuramente la facilità di utilizzo, la decentralizzazione del sistema e le basse tasse per le transazioni. Questi aspetti fanno pensare positivamente per il futuro, soprattutto in ottica di sostituzione al sistema bancario, che è attualmente ciò su cui è incentrato il mondo.
Come punti negativi purtroppo si deve sottolineare l’instabilità del prezzo, dovuta alla speculazione di grossi investitori. Questo è un argomento di importanza rilevante, poichè il mercato non è ancora maturo e somme ingenti di denaro potrebbero sconvorgere la quotazione in pochissimo tempo. La sicurezza risulta invece pressochè ineccepibile e, a meno che non si trovi una grossa falla che faccia crollare l’intero sistema, ciò costituisce una garanzia fondamentale.

L’interessamento di grosse compagnie informatiche sul Bitcoin pone inoltre le basi per una adozione su larga scala della tecnologia.
Dal punto di vista tecnico, i punti a favore sono molteplici: dall’assenza di una unità centrale di controllo, al sistema della rete che gestisce se stessa e processa tutte le transazioni; ultimamente però, stanno emergendo alcune problematiche: tra queste citiamo la crescente “difficoltà” del processo di mining, e quindi anche un lato energetico del mantenimento della moneta.

Avete in mente di fare di OpenBitLab il vostro lavoro?
Guadagnare non è il nostro primo pensiero, l’importante per ora è riuscire a diffondere l’applicazione. La nostra speranza è che sia conosciuta e apprezzata in tutto il mondo e poichè crediamo in una diffusione del Bitcoin siamo propensi a pensare che anche Bitcoin Map possa essere legato al suo andamento.
E’ prematuro, ma non escludiamo un’area dell’app a pagamento, almeno per ripagarci i costi di gestione. Se trovassimo però altre fonti di guadagno saremmo propensi a lasciarla interamente gratuita.
L’idea di startup ci affascina molto, ma allo stesso tempo sappiamo che ora non abbiamo né le conoscenze né i mezzi per poterne fondare una, abbiamo dunque deciso di rimandare questa decisione quando avremo prospettive future più concrete.

Quali sono le caratteristiche della vostra app? Quali sviluppi avrà questo progetto?
La prima app da noi lanciata si chiama Bitcoin Map. E’ un’applicazione Android gratuita, scaricabile direttamente dal Play Store, che permette di individuare tutti gli esercizi commerciali che accettano Bitcoin o Litecoin come metodo di pagamento. Il servizio sfrutta i dati inseriti dagli utenti di Openstreetmap, oltre 2mila negozi e liberi professionisti, ed è usufruibile anche offline.
Avremo presto funzioni aggiuntive proprietarie, come la possibilità di segnalare un’area di riferimento e ricevere avvisi per nuove attività pronte ad accettare questo tipo di pagamento.
L’intenzione è poi anche quella di realizzarla per iOS, ma non vogliamo essere precipitosi e preferiamo procedere in modo preciso ed accurato.

Avete avuto un feedback dalla comunità BTC? Pensate di creare partnership?
Come prima cosa abbiamo creato un apposito thread sul forum, sia nella sezione internazionale che in quella nazionale. Nel primo caso non abbiamo riscosso il successo sperato, con pochi feedback. Nel secondo invece il senso patriottico si è fatto sentire e la community italiana, oltre ad apprezzare il lavoro svolto, ci ha supportati fornendoci preziosi feedback che ci hanno fatto rilevare alcune inesattezze. Attualmente abbiamo raggiunto i 150 download e gli utenti provengono da molti Paesi (Polonia, India,Germania, Argentina, Australia..) con un picco naturale sull’Italia. Cercheremo di farci spazio tra le altre app innovative e non escludiamo partnership, anche se per ora non abbiamo avuto l’occasione di stringere accordi.

1 comment on “Intervista a OpenBitLab”

  1. Michele Rispondi

    Bravissimi ragazzi, è la giusta filosofia e ammiro molto il vostro impegno. Speriamo che questo meraviglioso mondo delle cripto valute diventi presto accessibile a tutti.

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