Bitcoin Sardegna intervista Davide Carboni

La comunità degli appassionati di Bitcoin cresce ogni giorno, anche in Sardegna molte persone si stanno avvicinando a questa tecnologia, ora si tratta per lo più di persone che hanno una propensione per l’innovazione. La grande scommessa per il Bitcoin sarà la sua diffusione di massa, come accaduto negli ultimi 20 anni per internet e per il web, che oggi tutti conoscono e utilizzano anche senza necessariamente capirne tecnicamente il funzionamento.


Oggi intervistiamo Davide Carboni. Ciao Davide, ci racconti un pò di te?

Ciao, sono un Ingegnere elettronico, laureatosi a Cagliari dopo un breve periodo Erasmus a Bordeaux, poi dottorato in una Università canadese mentre diventavo un ricercatore del CRS4. Nel corso degli ultimi 10 anni ho messo su famiglia, ricominciato a suonare la chitarra, perfezionato quel poco che so fare con il windsurf, fondato una startup che si chiama Paraimpu e diventato uno studioso del fenomeno Bitcoin. Il mio primo programma l’ho scritto in Basic su uno ZX Spectrum da cui si capisce anche quanto sono “esperto” (ehm volevo dire vecchio).

Quando hai scoperto il Bitcoin e come è nato l’interesse?

Diciamo nel 2011 ma inizialmente lo avevo derubricato, ahime, a ennesima novità non così rilevante, poi però ponendo un po’ più di attenzione mi sono reso conto della grande innovazione contenuta nell’invenzione di una moneta crittografica senza nessun ente controllore e da lì il mio interesse è via via cresciuto nel tempo e ho cominciato a studiarlo e provarlo facendo varie esperienze sulla mia pelle, da MtGox a qualche piccola frode subita in altri siti.

Ho letto con grande interesse il Dizionario Bitcoin – Italiano che hai pubblicato, lo trovo uno strumento di consultazione molto utile, sia per i neofiti sia per chi è più esperto. Quanto lavoro ha richiesto la sua preparazione? Che riscontro hai avuto dai lettori? E’ un lavoro compiuto o progetti di pubblicare nuove edizioni con aggiornamenti/integrazioni?

L’ho scritto mentre ero in vacanza, la mattina andavo al mare e al pomeriggio mi dedicavo alla scrittura. Non essendo molto lungo non ci ho messo tantissimo e molti contenuti li avevo già raccolti fra i miei appunti e il mio blog. In generale ho avuto un riscontro positivo ma non sono certo diventato ricco, perché di fatto scrivere un libro è facile ma pubblicizzarlo e farsi conoscere è molto più difficile. Non credo farò aggiornamenti, almeno per ora.

Hai in progetto di pubblicare altre opere sul Bitcoin?

Al momento ho qualche idea, mi piacerebbe trovare uno stile che spieghi la tecnologia del Bitcoin in modo ancora più fruibile e narrativo di quanto fatto nel Dizionario.

Con il passare del tempo, sta crescendo anche in Sardegna una comunità di appassionati e sostenitori del Bitcoin e della tecnologia Blockchain, quale è la tua esperienza a riguardo?

Vedo grande interesse soprattutto fra i giovani forse perché più pronti ad abbracciare le novità. Ho invece l’impressione che per le persone più mature la cosa sia ancora poco rilevante, di fatto noi Bitcoiners siamo una piccola nicchia e ci sono molte barriere intorno a noi: è un argomento difficile da capire e da spiegare, è associato spesso a crimini o hackeraggi vari e infine le persone sono ormai sommerse da innovazioni vere o presunte che magari perdono di vista le innovazioni importanti.

Visto il recente ruolo di forte sostegno che il MIT ha deciso di assumere verso il Bitcoin, pensi che gli istituti di ricerca italiani dovrebbero prestare maggiore attenzione a questa tecnologia?

Sì e no. Bitcoin nasce in rete in modo spontaneo ed è bello se riesce a vivere così, sicuramente i centri di ricerca istituzionali devono dare il loro contributo ma senza cercare di ingabbiarlo in standard accademici o improponibili certificazioni.

Considerando il ruolo di pioniere che il CRS4 ebbe a livello internazionale con la nascita di internet e del web, non potrebbe oggi voler assumere un ruolo simile con la tecnologia Blockchain? Quale è l’interesse che tu percepisci internamente a questo istituto?

Da un punto di vista istituzionale il CRS4 ha sostenuto una mia iniziativa per creare un parternariato tra diverse aziende e università europee con il fine di sperimentare l’utilizzo della blockchain nel settore Internet of Things e delle sue applicazioni, attendiamo di sapere se la Commissione Europea vorrà finanziare questo progetto. Per il resto, direi che cresce l’interesse dei singoli a capirne di più. Il tema della tecnologia e delle sue applicazioni è sempre il nostro preferito.

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