A San Sperate il primo produttore ortofrutticolo che accetta pagamenti in Bitcoin.

Efisio Sanna (a sinistra) con Francesco Piras.         Foto Giacomo Tuveri

San Sperate è il paese delle pesche. Primo produttore in Sardegna, il paese ha una forte tradizione e ospita da oltre cinquant’anni la “Sagra delle Pesche” appuntamento in cui i produttori locali espongono la propria frutta. É divenuta negli anni occasione di incontro sociale e culturale sempre più sentita, a cui partecipano migliaia di persone da tutta la Provincia, approfittando dell’occasione per rimanere a mangiare e passeggiare per le vie di San Sperate.

Da quest’anno San Sperate potrà vantare un ulteriore primato: avere il primo produttore di pesche in Italia che accetta di essere pagato con la moneta digitale Bitcoin.
Efisio Sanna insieme al fratello Giulio e la supervisione della madre Angela portano avanti un’azienda familiare, avviata dal padre e nonno oltre sessant’anni fa, con la quale producono ottime pesche seguendo l’esperienza e la tradizione, ma con un occhio attento anche all’innovazione.

Come siete venuti a conoscenza del Bitcoin?

Efisio: la parte informatica è roba mia. Conosco il Bitcoin da quando minare sul pc di casa aveva senso ma non ero cosciente degli sviluppi. Tant’è che probabilmente ho formattato qualche migliaio di euro. Ho visto un video su youtube con la traduzione di porticodipinto e dopo poco avevo già installato il minatore. Se non ricordo male 1 Bitcoin valeva un dollaro!

Perché avete deciso di accettare pagamenti in Bitcoin?

Giulio: il nostro obiettivo è la vendita diretta. Saltare i passaggi dell’ingrosso e della grande distribuzione significa una marginalità maggiore per noi, un risparmio per il consumatore e tutti i vantaggi del chilometro zero. Il Bitcoin ci permette e ci permetterà di facilitare il pagamento e ci da visibilità.

Efisio Sanna riceve il pagamento sul suo wallet. Foto Giacomo Tuveri

Efisio: E’ sicuro, attivazione portafoglio ultrarapida, nessun costo fisso, conversione in euro con commissioni molto basse e in previsione di un e-commerce direi che è indispensabile.

Cosa pensi di questa tecnologia e dei suoi impatti sul commercio?

Efisio: sono sicuro che è in atto una rivoluzione. Un po’ come lo è stato internet per la comunicazione. Come tecnologia è stramatura per restare su termini agronomici. Non credo ci siano dubbi. App per gestire il portafoglio Bitcoin non mancano: io uso Mycelium su uno smartphone android.

Giulio: i nostri clienti sono i GAS nel raggio di 20 – 40 km e oltre. Dipende dalle quantità. Per facilitare la transazione all’interno degli stessi gruppi siamo sicuri che il Bitcoin avrà un ruolo fondamentale. E per questo ci servirà anche il vostro aiuto.

 

Ci auguriamo che questo esempio possa essere seguito da altri produttori ortofrutticoli, e che più in generale l’adozione del Bitcoin possa diffondersi maggiormente in tutta la Sardegna.

Chi fosse interessato a contattare Efisio e Giulio Sanna può utilizzare questo recapito: lafruttadiziangela@gmail.com

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